venerdì 30 novembre 2018

stealing beauty. part one.


“Capiva che quel che ora la vita dava a lui era qualcosa che non a tutti è dato di fissare a occhi aperti, come il cuore più abbagliante del sole. E nel cuore di questo sole era silenzio. Tutto quello che era lì in quel momento non poteva essere tradotto in nient’altro, forse nemmeno in un ricordo.”

Italo  Calvino 



mercoledì 7 novembre 2018

Verde

Novembre mi sta retrogrado, in quadratura. novembre è sempre impietosamente pesante per me. lo scorro tra i ricordi e vedo buio. mi arrangio, barcollo, arranco e stringo i denti. quest'anno mollo, che mi risucchi tutta nel suo nero e va bene così, mi cullerà come il mare scurissimo la notte.

tantissimi anni fa, forse 15, ero innamorata di un guerriero, uno che faceva la "lotta", così si diceva.
non somigliava a nessuno di familiare e questo mi faceva sognare forte e veloce.
fu breve, intensissimo, a volte feroce, dolcissimo, tenero e mi faceva scappare fuori sempre il sorriso anche quando faceva 40 minuti di ritardo e fantasticavo su come affogarlo nel Tevere. non riuscivo a non ridere, malgrado tutto. non l'ho mai dimenticato, ma io non so dimenticare.
per me era una specie di eroe invincibile e poi mi mollò, fu uno strappo doloroso e crudele.
una notte lo sognai così, esattamente come lo scrissi qui, nel 2004. l'ho cercato e ho trovato un'immagine in cui, ora, è esattamente così.
a te D. ovunque tu sia, perchè per un breve tratto di strada un pò t'ho visto e tu hai visto, un pò, me.
grazie.



Ti ho sognato stanotte
avevi un'aria arresa
occhi verdi di pioggia
la barba lunga di giorni
non eri più invincibile
eri nel grigio di una pozzanghera
eri avvolto dalla notte che non passa
eri immobile in un tempo dilatato
cercavi un pò d'eternità
per sostituirla alla paura. 



 





venerdì 26 ottobre 2018

Viaggi dal Di-dentro.

Mi rendo conto che la vita è movimento, ma ci sono due modi per muoversi.
 uno è alzarsi e camminare, dirigendosi verso qualcosa e l’altro è star fermi e lasciarsi portare dalle onde del destino.
 in sostanza non opporsi a ciò che accade e lasciarsi portare dal movimento della vita. certo questo non vuol dire mica non far nulla, non compiere più un gesto o un movimento. più che altro credo sia un atteggiamento di fondo, forse uno stato d’animo. è difficile sentire dove si sta esattamente, ogni momento. al massimo ci si accorge degli stati d’animo più forti, quelli più estremi. per il resto viaggiamo in automatico spesso.
 forse smetto di parlare al plurale e dico, per me è così, singolare.
per me, singolare, è stato difficile ammettere che il mio stato d’animo di fondo, molto spesso è “contro”, un essere contro le avversità della vita, gli intoppi, i problemi. e poi, o mi scoraggio profondamente o devo subito mettere il piede sull’acceleratore e trovare una soluzione, trovare una cura alla malattia, trovare un antidoto, un calmante a quel dolore. credo che questo essere di fondo, contro, mi abbia di gran lunga prolungato il dolore e la sofferenza. credo di aver sprecato molte energie nell’oppormi a ciò che accade e peggio ancora poi, a rinchiudermi in me stessa arrabbiata.
e poi c’è una seconda fase, quella in cui, con la testa mi convinco di qualcosa, di un processo, mi do una bella spiegazione, la do agli altri, mi ergo nell’alto dei cieli e vi guardo tutti da lassù. e mi convinco che lassù è meglio, dall’alto. intoccabile. superiore ed elevata.
poi un giorno ho capito che per salvarmi dovevo tornare piccola, tornare giù, abbracciare chi mi ha dato la vita e guardare e sentire profondamente quanto oro avevo intorno a me. dire tantissimi “tu sei migliore di me” dentro. ribaltare tutto, cadere, rialzarmi, stare ferma a galleggiare, imparare a farmi portare dalle onde. sforzarmi a parlare per chiedere. e chiedere quello di cui avevo bisogno, sotto, non più dall’alto dei cieli. soprattutto stare ferma mentre un vento fortissimo mi attraversava. è ancora così, lo è ogni giorno nuovo, di passaggio e i passaggi ora sono sempre più frequenti e veloci che oggi stento a riconoscermi. ma sono arrivata fin qui viva, senza sconti. no non ho avuto sconti e ne sono felice. sto pagando il prezzo di tutto questo e forse non so neanche se mi aspetta un premio dopo questo lungo viaggio, è solo che non posso farne più a meno e vado avanti.
ma c’è un ma, c’è comunque un ma qui, da queste strambe stanze un po’ oscure in cui sto in questi giorni scorpionici, c’è un ma che illumina un po’ il buio del sottosuolo interiore. e questo ma si chiama potersi guardare negli occhi ogni giorno e sapere e sentire di avere avuto la forza di affrontare questo viaggio. una grande forza che non pensavo ne sospettavo minimamente di avere. se potessi mi abbraccerei forte per aver resistito a tutti gli inverni ed esser riuscita, un po’, a tratti, ad esser primavera.

Di.

Benvenuto scorpione....

"Casa, così lontano da casa
Già così lontani
Ed abbiamo appena iniziato
E oh, ogni bugia che abbiamo detto
È scritta sulla pietra
Ogni bugia l’abbiamo incisa nelle nostre ossa
E aspetta, non c’è nulla da impacchettare
Sappiamo che non torneremo indietro
E oh, ogni promessa che non abbiamo mantenuto
E’ cucita sui nostri abiti
Ora siamo imbastiti con il vento, credo
E oh, ogni fiocco di neve che cade
Deve arrendersi
Ma noi abbiamo volteggiato, volteggiato ed ancora volteggiato
E aspetta, non c’è nulla da impacchettare
Mettiti il cuore in pace, non torneremo indietro
Aspetta, non c’è nulla da impacchettare
Mettiti il cuore in pace, non torneremo indietro
Non torneremo indietro."


 Lisa Hanningan

https://www.youtube.com/watch?v=csaHks2gydQ&fbclid=IwAR25mW8ntlcC_V6Ab6IB3-l-NNYteEWjA1Dq5h3btWPb6B5I-h-eY2_6fHA 

venerdì 12 ottobre 2018

Il sogno di Lucy




Corro ancora con la gonna a pieghe rossa
è leggera la camicia bianca
morbida
uguale a tante
e i sandali verdi
non ho mai capito i sandali verdi

non erano per me
e la vipera sempre nascosta nell'ombra
ma eravate solo voi
c'è ancora il prato rigonfio d'Achillea bianca nel sogno 

sono ancora incastrata lì
ballo e rimbalzo nel tempo
forse è un incantesimo
bisogna correre ancora per scongiurarlo?
o scavare per trovare lo scrigno? 


Di

 

lunedì 8 ottobre 2018


Ho abitato quasi tutta la mia vita di fronte alla ferrovia, sono abituata ai treni ai loro passaggi ad orari stabiliti, rassicuranti al loro rumore costante quasi ossessivo.
era una cantilena di nonne antiche, mi ricorda mamma che mi rincorreva con la minestra io che scappavo, che volevo volare lontano ho cominciato li, piccola piccola a sognare su quei volti appena intravisti, ad immaginare la vita degli altri a chiedermi dove andavano ad abitare le loro case,
come un ospite silenziosa e discreta tenetemi un pò con voi pensavo, voglio più vite, voglio più amori, voglio più possibilità, come se questo potesse fermare il dolore, che potesse rimanere sospeso
invece che incastrarsi e incrostarsi lungo tutto una vita sola.
mi manca il rumore del treno mi manca soprattutto quello merci che aveva un suono più pesante, più marcato, mi faceva sognare paesi lontani, la neve, le guerre, i viaggiatori clandestini mi manca soprattutto la notte quando ho paura, era una nenia che culla,una mano leggera che tiene a bada. 

Di.




giovedì 4 ottobre 2018

su S. Francesco e le amate stelle...

Quando ho visto questo film ero molto piccola e questa canzone e queste immagini mi fecero piangere tantissimo. con i singhiozzi. ricordo mio padre che si voltava verso mia madre, scuotendo la testa, angosciato. pensava non lo sentissi ma le diceva "come farà se è così sensibile? troppo! "
io non ero angosciata, era una specie di estasi, di stato di commozione profonda. io semplicemente, come tutti i bambini, lo capivo. e capivo quello stato di connessione profonda con la natura e piangevo perchè... sostanzialmente sono una piagnona!
a S. Francesco perchè lo amo anche se sono un anticlericale, per quello che rappresenta.
alle piane di Castelluccio che sono questo mistico, luogo divino, in cui si può solo avere un'estasi e non perchè si è particolarmente sensibili, solo perchè si è umani.

https://www.youtube.com/watch?v=uOXv0Ns1ylQ

mercoledì 3 ottobre 2018

Fammi dormire



Fammi dormire
tutto il sonno che non ho avuto
come una bambina che crolla pesante

fiduciosa di braccia amate
fammi dormire nel sonno ancestrale del mondo
cullami nell'acqua del tempo ritrovato

in piccole onde
in piccoli cerchi
a galleggiare
poi

nel bosco quieto
ritornare.
benvenuti e addii non mi vengono bene, nella vita privata come nel lavoro. ora sto imparando a fare del mio meglio nel presentarmi e del mio meglio a concedarmi ma è ciò che viene nel mezzo che mi riesce meglio.
come incipit preferisco poche parole, qualcosa che racchiuda l’essenza senza molti fronzoli.
non amo le descrizioni dettagliate, mi perdo nei particolari, mi annoio e ho la sensazione che si perda forza. mi piace arrivare al punto, anche se è seccante.
40 secchi e nel bene e nel male non pensavo sarebbero stati così. li immaginavo diversi ma ne colgo la forza. sempre gli occhi nel verde per favore, sempre accanto ai cavalli. pochi amici veri e in profondità, tanta musica. libri giusti, tanti di poesia e non so se c'è davvero molto altro.
capricorno, ascendente leone, luna in acquario (che io lo renderei obbligatorio dopo il nome, per capire con chi ho a che fare) scruto gli astri da quando sono piccola, ho la convinzione che ci parlino. lo confessai da bambina alla mia vicina di casa che pensò che fossi molto strana. non li studio con troppa serietà ma non me ne dimentico mai.
amo le foto e farmele fare, ho scelto un momento felice perché mi sembrava un buon incipit, in un luogo dell’anima. il luogo dell’anima è come filo che mi attraversa da sempre e mi congiunge a chi è sempre stato attaccato, dall’altra parte del capo di quel filo.
conosco l’uso della maiuscole ma non so come si mettano al computer in automatico e sono pigra,  perché in generale vivo in un mio strano 800'.
per il resto si vedrà.
Di.

stealing beauty. part one.

“Capiva che quel che ora la vita dava a lui era qualcosa che non a tutti è dato di fissare a occhi aperti, come il cuore più abbagliante de...