lunedì 8 ottobre 2018


Ho abitato quasi tutta la mia vita di fronte alla ferrovia, sono abituata ai treni ai loro passaggi ad orari stabiliti, rassicuranti al loro rumore costante quasi ossessivo.
era una cantilena di nonne antiche, mi ricorda mamma che mi rincorreva con la minestra io che scappavo, che volevo volare lontano ho cominciato li, piccola piccola a sognare su quei volti appena intravisti, ad immaginare la vita degli altri a chiedermi dove andavano ad abitare le loro case,
come un ospite silenziosa e discreta tenetemi un pò con voi pensavo, voglio più vite, voglio più amori, voglio più possibilità, come se questo potesse fermare il dolore, che potesse rimanere sospeso
invece che incastrarsi e incrostarsi lungo tutto una vita sola.
mi manca il rumore del treno mi manca soprattutto quello merci che aveva un suono più pesante, più marcato, mi faceva sognare paesi lontani, la neve, le guerre, i viaggiatori clandestini mi manca soprattutto la notte quando ho paura, era una nenia che culla,una mano leggera che tiene a bada. 

Di.




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