venerdì 26 ottobre 2018

Viaggi dal Di-dentro.

Mi rendo conto che la vita è movimento, ma ci sono due modi per muoversi.
 uno è alzarsi e camminare, dirigendosi verso qualcosa e l’altro è star fermi e lasciarsi portare dalle onde del destino.
 in sostanza non opporsi a ciò che accade e lasciarsi portare dal movimento della vita. certo questo non vuol dire mica non far nulla, non compiere più un gesto o un movimento. più che altro credo sia un atteggiamento di fondo, forse uno stato d’animo. è difficile sentire dove si sta esattamente, ogni momento. al massimo ci si accorge degli stati d’animo più forti, quelli più estremi. per il resto viaggiamo in automatico spesso.
 forse smetto di parlare al plurale e dico, per me è così, singolare.
per me, singolare, è stato difficile ammettere che il mio stato d’animo di fondo, molto spesso è “contro”, un essere contro le avversità della vita, gli intoppi, i problemi. e poi, o mi scoraggio profondamente o devo subito mettere il piede sull’acceleratore e trovare una soluzione, trovare una cura alla malattia, trovare un antidoto, un calmante a quel dolore. credo che questo essere di fondo, contro, mi abbia di gran lunga prolungato il dolore e la sofferenza. credo di aver sprecato molte energie nell’oppormi a ciò che accade e peggio ancora poi, a rinchiudermi in me stessa arrabbiata.
e poi c’è una seconda fase, quella in cui, con la testa mi convinco di qualcosa, di un processo, mi do una bella spiegazione, la do agli altri, mi ergo nell’alto dei cieli e vi guardo tutti da lassù. e mi convinco che lassù è meglio, dall’alto. intoccabile. superiore ed elevata.
poi un giorno ho capito che per salvarmi dovevo tornare piccola, tornare giù, abbracciare chi mi ha dato la vita e guardare e sentire profondamente quanto oro avevo intorno a me. dire tantissimi “tu sei migliore di me” dentro. ribaltare tutto, cadere, rialzarmi, stare ferma a galleggiare, imparare a farmi portare dalle onde. sforzarmi a parlare per chiedere. e chiedere quello di cui avevo bisogno, sotto, non più dall’alto dei cieli. soprattutto stare ferma mentre un vento fortissimo mi attraversava. è ancora così, lo è ogni giorno nuovo, di passaggio e i passaggi ora sono sempre più frequenti e veloci che oggi stento a riconoscermi. ma sono arrivata fin qui viva, senza sconti. no non ho avuto sconti e ne sono felice. sto pagando il prezzo di tutto questo e forse non so neanche se mi aspetta un premio dopo questo lungo viaggio, è solo che non posso farne più a meno e vado avanti.
ma c’è un ma, c’è comunque un ma qui, da queste strambe stanze un po’ oscure in cui sto in questi giorni scorpionici, c’è un ma che illumina un po’ il buio del sottosuolo interiore. e questo ma si chiama potersi guardare negli occhi ogni giorno e sapere e sentire di avere avuto la forza di affrontare questo viaggio. una grande forza che non pensavo ne sospettavo minimamente di avere. se potessi mi abbraccerei forte per aver resistito a tutti gli inverni ed esser riuscita, un po’, a tratti, ad esser primavera.

Di.

Nessun commento:

Posta un commento

stealing beauty. part one.

“Capiva che quel che ora la vita dava a lui era qualcosa che non a tutti è dato di fissare a occhi aperti, come il cuore più abbagliante de...